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" Costituisce il momento metodologico del riconoscimento dell'opera d'arte nella sua consistenza fisica e nella duplice polarità estetica e storica, in vista della sua trasmissione nel futuro " Brandi
Il restauro deve mirare al ristabilimento dell'opera d'arte purchè ciò sia possibile senza commettere un falso artistico o un falso storico, e senza cancellare ogni traccia del passaggio del manufatto nel tempo.
Tempo di cui tutti i cambiamenti possibili sono soggettti all'opera.
L'integrazione deve essere sempre riconoscibile, non deve vedersi da come si guarda normalmente, ma si deve riconoscere osservando attentamente da vicino.
La materia è insostituibile solo ove collabori direttamente alla figuratività dell'immagine, in quanto ciò è asdpetto e non solamente struttura.
Ogni intervento, quindi, deve rendere possibile e facilitare ogni ripresa futura ( reversibilità dell'intervento ).
Delineando questi punti focali di riferimento si può operare senza commettere alcun errore irreparabile: compatibilità, reversibilità, riconoscibilità.
Intervento di restauro del gruppo scultoreo in pietra arenaria raffigurante i quattro Evangelisti, sito presso il Sagrato della Chiesa di Romano Canavese.
Lavoro svolto in occasione della visita di Benedetto XVI.
19 Luglio 2009
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